Incostituzionale la legge ammazza-cani in Romania

La Corte Costituzionale rumena ha dichiarato incostituzionale la legge che prevedeva la soppressione dei randagi, approvata da Bucarest lo scorso 22 novembre.

In particolare è stato respinto l’art. 6 della legge, quello che prevedeva la possibilità di praticare l'eutanasia ai randagi malati, aggressivi o pericolosi dopo soli tre giorni dalla loro cattura, se nessuno fosse venuto a reclamarne il possesso. Secondo le associazioni animaliste di tutta Europa, che si sono fortemente opposte a questa legge, un testo del genere avrebbe dato il via a soppressioni indiscriminate anche di animali non pericolosi.
Inoltre è stato dichiarato incostituzionale l’art. 8 sulle adozioni, secondo il quale un cittadino che avesse voluto adottare un amico a quattro zampe, avrebbe dovuto dimostrare di avere le risorse finanziarie per mantenerlo, abbastanza spazio e perfino il consenso dei vicini di casa, requisiti molto severi che non si applicano all’acquisto di un animale in negozio.

La legge aveva attirato sulla Romania proteste da parte degli animalisti di tutta Europa e della stessa Bruxelles. Alcuni eurodeputati (tra cui gli italiani Andrea Zanoni, Sonia Alfano, Niccolò Rinaldi e Gianni Vattimo) avevano addirittura chiesto al Commissario Ue competente, il maltese John Dalli, di intercedere con il Presidente rumeno Traian Basescu affinché non promulgasse questa legge.

Adesso la legge tornerà in Parlamento per le dovute discussioni e modifiche, per poi tornare all’esame dei giudici costituzionali.

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